ARIA

 

 

 

Mi sedetti

sulla sedia fredda,

attaccata al mio balcone aperto.

L'aria da tempo non era cosí serena.

Osservai a lungo il cielo,

e provai a supporre cosa pensassero

i rami piú alti degli alberi,

che si trovavano alla mia altezza.

Molto non dissero.

Presto mi accorsi,

che la mia mente occupava spazi,

conquistava terreni,

e uccideva il sussurro degli altri.

Rispondono mai gli alberi,

al mio capriccio insolente?

Al mio sfacciato orecchio che,

assetato e curioso,

pretende sapere

il segreto degli altri,

ancorata al suo orgoglio da regina?

Certo che gli alberi

non mi diranno mai,

per soddisfare la mia sete.

Certo che essi,

continueranno ad essere,

ed io qui,

radicata in una certezza

che spesse volte mi ha perduta,

che spesse volte mi addolora,

che spesse volte,

tace e ricorda,

che la mia natura,

è sempre intatta.